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Da assassino a fotomodello, quanto è breve il passo?
Di La Redazione (del 03/12/2007 @ 09:47:22, in Editoriale, linkato 827 volte)
Cronaca di una tragedia grottesca ed assurda quella che vede protagonista il 22enne rom Marco Ahmetovic che la sera fra il 22 ed il 23 aprile scorso si macchiò di un terribile delitto travolgendo e uccidendo con un furgone che guidava in stato di ebbrezza quattro ragazzi di Appignano del Tronto. 4 giovanissime vite stroncate, 4 famiglie distrutte ed una condanna in primo grado a sei anni e mezzo di reclusione ai domiciliari per omicidio colposo plurimo. Ma non è finita qui!

Infatti non solo il sistema giudiziario italiano liquida la realtà drammatica di un assassinio con una condanna agli arresti domiciliari presso un confortevole residence nella bella località turistica di San Benedetto del Tronto ma calpesta l’incommensurabile dolore dei familiari avallando inoltre in maniera pericolosa la già diffusa sfiducia nella legge.

A far da cornice infine ad uno scenario già di per se riprovevole, la “mossa” commerciale del pubblicitario Alessio Sundas che sembrerebbe aver usato lo stesso Ahmetovic, inoltre sul punto di pubblicare un suo memoriale, come testimonial per una nuova marca di prodotti d’abbigliamento,(di cui un fantomatico orologio messo all’asta su e-Bay ma del quale non vi è tuttora traccia), ispirati alla cultura gitana e quindi denominata “Linearom”.

A tutto questo risponde l’indignazione dei parenti delle vittime che guardano con speranza alla Corte di Cassazione mentre intanto infervorano le polemiche tra chi vede nella faccenda Sundas solo una “bufala” montata ad arte per fomentare l’odio razziale e chi invece si crogiola nell’idea di una meschina verità di speculazione.

E mentre il ministro Mastella “ha chiesto ai propri uffici di avviare accertamenti specifici sulle modalità del regime detentivo cui è attualmente sottoposto” e “sulla compatibilità di tale regime con lo svolgimento delle attività lucrative riportate dalla stampa” ci interroghiamo sulla vicenda nella ricerca vana di un aggettivo che possa definire la scandalosa amoralità di una società in cui violenza e avidità “pagano” contro ogni legge che possa dirsi umana.

Annunziata R. Borriello




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# 1
Oggi purtroppo sembra che conti di più approffitare sulle disgrazie altrui che valere per le proprie capacità. Manderei al rogo questo Alessio Sundas (scusate ma ci hanno mandato l'emerito Giordano Bruno, non penso sarebbe una grande perdita mandarci n'imbecille del genere). In prigione per 30 anni quella faccia di bronzo di Marco Ahmetovic, oppure meglio darei il suo indirizzo della "casa vacanze" ai genitori dei ragazzi uccisi. E metteri una bella lettera scarlatta d'infamia su chi avrà il coraggio di comprarsi un maglioncino firmato col sangue di 4 giovani vite. Sempre per il discorso che la vita per molti vale meno di niente, spereri almeno però che alle vite spezzate sia data una giusta dignità. E' chiedere troppo?
Di  Caterina A. Stuppia  (inviato il 05/12/2007 @ 17:24:30)
# 2
Il passo oggi è troppo breve da quello che tutti i giorni siamo costretti a sentire al tg: /
Di  Elena75  (inviato il 15/12/2007 @ 10:09:09)
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