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<title>Il Blog di Ephemerides</title><link>http://www.ephemerides.it/dblog/</link>
<description>Il Blog di Ephemerides</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Vergogna! I parlamentari pranzano con 1,50 euro ]]></title>
	<description><![CDATA[MALCOSTUME <br />A denunciare questa ulteriore agevolazione ai parlamentari &egrave; il leader di IdV Antonio Di Pietro. In un periodo di crisi la buvette decide di scontare il pranzo e i prodotti del bar di un 20%. Elenchiamo i prezzi: ora il caff&egrave; costa 42 centesimi, la spremuta 92, un panino con prosciutto 1 euro e 17, un tramezzino 96 centesimi, un cappuccino 58, il t&egrave; 84, la birra 1,60, un pasticcino 46 centesimi. Il ribasso ha interessato anche i prezzi del ristorante: un primo piatto &egrave; passato da 1,80 a 1,50 euro. <br /><br />Di Pietro denuncia questo malcostume, come in passato ha sollevato la questione dei pianisti, quando alcuni parlamentari votano per quelli assenti. Un voto che ci costa 250 euro al giorno. <br /><br />Troppe sono le agevolazioni, troppo alti sono gli stipendi, scarso l’impegno dei parlamentari. Questi prezzi applicati ai parlamentari che guadagnano somme grosse per mal governaci, sono davvero una vergogna e uno schiaffo alla miseria per chi soffre e tira a campare. <br />Pudore, &egrave; una parola che forse non esiste pi&ugrave; tra i parlamentare italiani, &egrave; bene che si prendano provvedimenti contro questi cattivi esempi, e che la denuncia di Antonio DI Pietro non rimanga tale. E’ bene che il popolo italiano venga rappresentato degnamente in parlamento, &egrave; bene che il cittadino italiano scelga con la preferenze il proprio deputato. <br />Senza se e senza ma. <br /><br /><em><strong>Antonio Civitillo</strong></em><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=27]]></link>
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	<dc:date>2009-03-03T16:40:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La tangenziale di Napoli tra tutor, privacy e polemiche]]></title>
	<description><![CDATA[Sulla tangenziale di Napoli transitano in una settimana quasi due milioni e centomila vetture, ed &egrave; considerato uno dei tratti di strada pi&ugrave; pericolosi d&rsquo;Italia. <br />Si &egrave; deciso cos&igrave; di monitorare il tragitto con sofisticate telecamere e di montare sul percorso una serie di tutor. Le infrazione rilevate durante il periodo di test sono risultate essere circa diecimila al giorno. Una volta pubblicizzato e attivato ufficialmente il nuovo impianto, le infrazioni e le multe elevate in una settimana sono milletrecento. <br />Si &egrave; avuta anche una drastica riduzione degli incidenti: facendo un confronto con la stessa settimana dell&rsquo;anno 2008 e del 2009, gli incidenti sono scesi da sette con 8 feriti a due incidenti con due feriti. Grande &egrave; stata la soddisfazione della societ&agrave; che gestisce la tangenziale. <br />In queste elaborazioni statistiche, grazie ai tutor, &egrave; stata rilevata anche una curiosit&agrave;: una BMW durante il percorso ha mantenuto una media di 173Km all&rsquo;ora. <br />Si vuol anche portare a conoscenza di tutti che le trecento multe elevate sono un numero basso rispetto al numero degli automobilisti che utilizzano la tangenziale solo lo 0,7 per mille. <br />Ma come per ogni cosa c&rsquo;&egrave; il risvolto della medaglia. Infatti,non sono mancate le prime proteste e molti automobilisti chiedono che il limite di velocit&agrave; venga aumentato da 80Km a 100Km all&rsquo;ora. Molti altri, invece, hanno deciso di non utilizzare pi&ugrave; la tangenziale, circa 300mila, arrecando una perdita settimanale in termini di introiti da pedaggio di circa 210mila euro. <br />Qualcuno scommette che le perdite aumenteranno. In pi&ugrave; c&rsquo;&egrave; un nuovo tormentone radiofonico: &ldquo;Attenti al tutor&rdquo; che ricalca le note di &ldquo;Attenti al lupo&rdquo;. <br />Forse i nostri amministratori pensano che dagli automobilisti si pu&ograve; ricavare un bel po&rsquo; di denaro per riempire le casse comunali, tentando di tappare i buchi generati dai loro sprechi, senza contare che la parola &ldquo;privacy&rdquo; diventa sempre pi&ugrave; utopia. <br /><br /><strong><em>Antonio Civitillo <br /></em></strong>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=26]]></link>
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	<dc:date>2009-02-25T20:01:28+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Come far riacquistare fiducia ai campani?]]></title>
	<description><![CDATA[Napoli attanagliata da un’eterna emergenza rifiuti. <br />Il nuovo governo chiede fiducia, ed usa il pugno duro contro chi manifesta e si oppone alle aperture delle discariche. Berlusconi emana un decreto – vergognoso - che punisce severamente gli organizzatori che incitano alla protesta. <br />A chiedere tempo e fiducia, non sono solo i vertici nazionali, ma anche il presidente della Regione Campania e il Sindaco di Napoli, continuando a sostenere di essere perfino pronti a collaborare con il nuovo governo, e invitando i cittadini a fare altrettanto. <br />Quindici anni e tanti milioni di euro sperperati forse non sono bastati: Bassolino e la Iervolino parlano come se a governarci, nell’utimo decennio, fosse stato qualcun altro. <br />Il tempo stimato per risolvere l’emergenza rifiuti &egrave; di altri 3 anni. Crederci? <br />Ai posteri l’ardua sentenza. Eppure basterebbe un semplice gesto per far riconquistare un p&ograve; fiducia ai campani verso le istituzioni. <br />Noi del quotidiano Ephemerides, pertanto, avanziamo una proposta: sciogliere la Regione Campania e il Comune di Napoli o far dimettere Bassolino e Iervolino; intanto emettere un bel decreto per bilanciare quello emesso contro gli organizzatori delle manifestazioni, per chi ha sperperato denaro pubblico ed assicurarsi che la pena inflitta, a chi ci ha mal governato, venga scontata. <br />Crediamo che la proposta da noi avanzata sia equa, solidale ed applicabile, i campani hanno gi&agrave; pagato un prezzo molto alto, morale, fisico ed economico, per negligenze commesse da chi ci governa. Riteniamo che sia davvero troppo chiedere ulteriore pazienza e far pagare ai soli cittadini che manifestano. <br /><br /><strong><em>Antonio Civitillo</em></strong>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=25]]></link>
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	<dc:date>2008-06-05T15:34:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una fionda per liberarsi dai rifiuti anonimo artista "lancia" l'idea]]></title>
	<description><![CDATA[<strong>Torre del Greco</strong> - Visto che la politica non riesce a trovare un'effettiva soluzione al problema immondizia, c'&egrave; qualcuno che ne ha scovata una divertente e alquanto bizzarra, purtroppo poco realizzabile. Durante le prime luci della sera di sabato scorso, &egrave; apparsa un'istallazione sulla scogliera dell'ultimo lido della litoranea di Torre del Greco: si tratta di una fionda di legno, <strong>alta circa 2,50 met</strong>ri, tesa dal peso di un sacchetto di rifiuti, a m&ograve; di lancio verso il mare. Provocazione, dissenso alla cattiva organizzazione statale, malcontento cittadino: questi, forse, i motivi che hanno spinto l'anonimo artista a dar vita all'opera inconsueta e, in un certo senso, a dar voce ed esprimere l'insofferenza alla questione attraverso un'ironica e geniale sfida alle competenze comunali. <br /><br />Data la posizione in cui si trova, il misterioso &quot;scultore&quot; ha dovuto portare l'attrezzatura via mare e compiuto, poi, il lavoro una volta arrivato sugli scogli. Eppure nonostante il vociferare delle persone che passeggiavano nella zona, l'arguta missione non ha lasciato traccia del realizzatore. Inosservata, certamente, non passer&agrave;: l'imponente e originale composizione si erge sul mare del litorale torrese, ben visibile dalla strada. In attesa di notizie sull'anonimo autore, la fionda continua a destare simpatia e curiosit&agrave; nei passanti. Che sia questo un nuovo modo di dire la propria? <br /><br /><em><strong>Gabriella Seme</strong></em>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=24]]></link>
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	<dc:date>2008-05-06T10:14:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Napoli sull’orlo di una nuova crisi urbana: aspettando il 5 luglio]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">E&rsquo; ormai un dato di fatto. Calcolatrice alla mano, il commissario Gianni De Gennaro ha ormai emesso la sua sentenza affermando che &ldquo;dal <strong>5 luglio</strong> le potenzialit&agrave; di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno&rdquo;. Due mesi e poco pi&ugrave; ci separano quindi da un nuovo <strong>collasso urbano</strong> causato da un&rsquo;ennesima &ldquo;emergenza rifiuti&rdquo;. </p>
<p align="justify">Ma cosa significa &ldquo;emergenza&rdquo;? Ebbene, il termine pi&ugrave; inflazionato degli ultimi tempi sta ad indicare una difficolt&agrave; improvvisa che richiede un intervento immediato. Risulta perci&ograve; lampante a tal proposito l&rsquo;utilizzo del tutto incongruo della lingua italiana considerando che l&rsquo;&rdquo;emergenza rifiuti&rdquo; in Campania &egrave; ormai un problema di ordinaria amministrazione da ben quattordici anni. Conviene allora rivalutare la situazione alla luce di una corretta lettura dei fatti per poi proporre le soluzioni pi&ugrave; adeguate.</p>
<p align="justify">Quello dei rifiuti nel napoletano &egrave; un problema concreto. <strong>Duecento i comuni</strong> interessati che si ritroveranno nel bel mezzo della <strong>calura estiva</strong> a dover fare i conti con una ancor pi&ugrave; grave <strong>crisi urbana</strong> stavolta connessa al <strong>rischio&nbsp;di malattie infettive</strong>. Il 5 luglio infatti le discariche ed i siti adibiti a contenere &ldquo;temporaneamente&rdquo; circa 700 mila tonnellate di immondizia saranno sature e scadranno sul finire dello stesso mese i quei contratti con la Germania che hanno finora consentito la spedizione oltralpe di 200 mila tonnellate di rifiuti. E nel frattempo che fare? <br />Nell&rsquo;attesa si pensa ad un <strong>piano di priorit&agrave;</strong> che, approvato dal neo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prevede l&rsquo;apertura di due nuove impianti a Savignano Irpino e a Sant'Arcangelo Trimonte tesi a contenere l&rsquo;&rdquo;emergenza&rdquo; prima dell&rsquo;allestimento di una &ldquo;<strong>piattaforma plurifunzionale</strong>&rdquo; che sorger&agrave; in Alta Irpinia, nel pianoro di Formicoso, con il compito di &ldquo;accogliere&rdquo; un numero imprecisato di milioni di tonnellate di immondizia. <br /><br />Parola d&rsquo;ordine? Anche in questo caso, tamponare! E la soluzione? Basta temporeggiare. Basta cercare capri espiatori. Basta usare i rifiuti come merce di scambio tra i potenti di turno. C&rsquo;&egrave; bisogno di una <strong>politica fattiva</strong> che si assumi la responsabilit&agrave; di interventi coerenti sul territorio, che investa in attivit&agrave; di raccolta differenziata, di recupero e riciclaggio dei materiali di scarto per un proficuo rapporto di collaborazione e fiducia con una popolazione da troppo tempo svilita ed offesa. <strong>Ridiamo dignit&agrave; alla Campania</strong>. Il countdown &egrave; cominciato. <br /><br /><strong><em>Annunziata R. Borriello</em></strong> <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=23]]></link>
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	<dc:date>2008-05-01T11:51:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Pillola del giorno dopo, cosa ne pensi?]]></title>
	<description><![CDATA[Dopo gli episodi di difficolt&agrave; ad ottenere la prescrizione presso le strutture del Ssn della “pillola del giorno dopo”, il ministro della Salute Livia Turco ha invitato i cittadini a segnalare tali casi all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del ministero della Salute, che si occuper&agrave; poi di inviare tali segnalazioni alle Regioni e alle Asl di competenza per facilitare l’adozione di misure che evitino disfunzioni nel servizio. L’Urp del Ministero &egrave; attivo dal luned&igrave; al venerd&igrave;, dalle ore 9 alle ore 12, con risposte telefoniche ai numeri 0659942378 – 0659942758, oppure pu&ograve; essere contattato via mail a qualsiasi ora e giorno della settimana (le segnalazioni verranno esaminate entro le successive 24 ore ed entro le 48 ore durante il fine settimana) entrando nel sito www.ministerosalute.it e cliccando sulla sezione dedicata all’Urp e poi su “scrivi all’Urp”. “E’ nostra intenzione - ha spiegato il ministro Turco nella nota che annuncia l’attivazione del servizio - offrire ai cittadini un canale in pi&ugrave; per segnalare disfunzioni o mancate risposte di assistenza su un terreno cos&igrave; delicato come quello della contraccezione d’emergenza. Pensiamo infatti sia dovere delle istituzioni farsi carico di questa domanda di assistenza facendo s&igrave; che nessuna donna sia lasciata sola in momenti difficili della propria vita, come pu&ograve; essere quello che la vede preoccupata per una possibile gravidanza non voluta. A tal fine rivolgo ancora una volta un appello alle Regioni e Province Autonome italiane affinch&eacute; adottino l’atto di indirizzo predisposto dal Ministero della Salute per la piena applicazione della 194” e che prevede che la prescrizione della contraccezione d’emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=22]]></link>
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	<dc:date>2008-04-12T11:34:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Beneficenza, ma quanto mi costi?]]></title>
	<description><![CDATA[Sembrer&agrave; assurdo, eppure, molte delle associazioni che sollecitano donazioni nelle piazze italiane (e per le problematiche sociali pi&ugrave; disparate) spesso, per metter su le proprie iniziative, spendono pi&ugrave; di quanto riescano a mettere da parte. Perch&eacute;? Perch&eacute; per raccogliere fondi c&rsquo;&egrave; bisogno di&hellip; molto denaro. <br />Ci sono, addirittura, agenzie specializzate che vendono (anche caro: uno stand domenicale costa intorno ai 3.500,00 euro) il kit completo &ldquo;evento di piazza&rdquo; che comprende: personale per la raccolta fondi, gazebo, sedie, tavolini e locandine. Certo, se l&rsquo;associazione ha volontari e &ldquo;suppellettili&rdquo; urbane &egrave; meglio. In caso contrario&hellip; dovr&agrave; noleggiarle! Il prezzo, inoltre, si gonfia ulteriormente, com&rsquo;&egrave; immaginabile, se si acquistano inserzioni sui giornali, si fa pubblicit&agrave; in tv o alla radio o se si distribuiscono gadget a chi si ferma e fa un&rsquo;offerta. Il costo medio di un service, all inclusive, per cento piazze? <br />Circa 400mila euro. Decisamente troppo, se si parla di devolvere il ricavato ai malati o ai pi&ugrave; bisognosi!<br /><strong>Ti.Me</strong>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=21]]></link>
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	<dc:date>2008-03-26T10:01:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Quando l’amore è asimmetrico]]></title>
	<description><![CDATA[Ottenere un record d&rsquo;incassi, mettendo sullo schermo storie di ordinaria quotidianit&agrave;, &egrave; possibile. Cos&igrave; come &egrave; possibile allo stesso tempo, infiammare con queste storie, i dibattiti nei salotti televisivi domenicali. Parliamo di due film &ldquo;di casa nostra&rdquo;, uno con l&rsquo;affascinante Raoul Bova, l&rsquo;altro con il giovane Silvio Muccino. Rivali al box office, ma a braccetto nel tema che affrontano: la differenza d&rsquo;et&agrave;, nel gi&agrave; precario mondo dell&rsquo;universo sentimentale contemporaneo. <br /><br />In &ldquo;Scusa ma ti chiamo amore&rdquo;, la solita liceale 17enne, prende una comprensibile sbandata per Raoul, pubblicitario con vent&rsquo;anni in pi&ugrave;. Il tutto condito dal repertorio, ormai classico, dei libri di Federico Moccia, da cui &egrave; tratta la trama. Silvio Muccino in &ldquo;Parlami d&rsquo;amore&rdquo; rovescia il copione: questa volta &egrave; lui ad innamorarsi della prof quarantenne. Anche qui la sceneggiatura trae ispirazione da un libro scritto a quattro mani dallo stesso Muccino in collaborazione con Carla Evangelista. <br /><br />Non &egrave; difficile poi rispolverare vecchi film per trovare questo comune clich&egrave;. Da &ldquo;Il laureato&rdquo;, cult di fine anni &rsquo;60, in cui l&rsquo;astro nascente di Dustin Hoffman, ha una relazione con la celeberrima Mrs Robinson, cantata nell&rsquo;omonima canzone da Simon and Garfunkel. O nel pi&ugrave; recente &ldquo;Diario di uno scandalo&rdquo;, dove la Blanchett ama uno studente di quindici anni. Ma non bisogna andare dietro la macchina da presa per raccontare queste storie, che dicevamo essere di ordinaria quotidianit&agrave;. <br /><br />Oggi nessuno trova niente da ridere se il 63enne Michael Douglas sposa la bellissima Catherine Zeta Jones, o se Demi Moore (46 anni) presenta alle sue tre figlie ventenni, il loro padre-fratello Ashton Kutcher (29). Si perch&eacute; il caso &ldquo;uomo maturo-donna giovane&rdquo;, &egrave; decisamente comune come il suo contrario &ldquo;donna matura-uomo giovane&rdquo;. E non bisogna neanche andare tra le stelle patinate oltreoceano per citare qualche esempio. Pensiamo al baratro trentennale tra il non verdissimo Flavio Briatore e la subrettina Gregoraci, o tra Amanda Lear e il suo (ex) compagno Manuel Casella. Se in tanti pensano che tali esempi rappresentano poche eccezioni alla regola, inserite per di pi&ugrave; tra le file vip, &egrave; anche vero che lo squilibrio anagrafico conta sempre meno anche tra &ldquo;l&rsquo;ordinary people&rdquo;. <br /><br />Questa la spiegazione della psicoanalista Diana Norsa, autrice del saggio &ldquo;Equivoci di Coppia&rdquo;, che &egrave; disposta ad assolvere il nuovo trend: &ldquo;Per carit&agrave;, non ricorriamo subito al luogo comune di un fantomatico &quot;Edipo non risolto&quot;! Lui ama ancora la mamma, e in una donna matura ricerca la madre che non pu&ograve; avere tutta per s&eacute;! Lei era cos&igrave; gelosa della propria madre e del suo rapporto con il marito che ha sviluppato una perversa attrazione per uomini pi&ugrave; vecchi, possibilmente sposati, al solo scopo di rubarli all'eterna rivale! Le ragioni non sono sempre queste. La coppia somiglia a un composto chimico, dove le valenze di un elemento devono trovare corrispondenza con altrettante valenze dell'altro. Una forte differenza di et&agrave; ha il vantaggio di lasciare insature molte valenze: il bagaglio legato alla generazione di appartenenza, musica, mode, abitudini. Tutto questo produce interesse e curiosit&agrave; verso l'altro. In una societ&agrave; caratterizzata dall'omologazione, la diversit&agrave; genera desiderio che si rinnova&rdquo;. <br /><br />Sar&agrave;. Certo &egrave; che deve esserci stata una bella chimica anche tra Woody Allen e Soon Yi, figlia adottiva di Mia Farrow, storica compagna di Allen che agli inizi degli anni '90 prefer&igrave; la figlioccia di 35 anni pi&ugrave; giovane. La coppia, unita in matrimonio nel 1997 a Palazzo Cavalli, Venezia, gode ancora di ottima salute (lui 73, lei 37). <br /><br />Storie dell&rsquo;epoca Beautiful, oppure semplicemente amori asimmetrici? <br /><br /><strong><em>Caterina A. Stuppia</em></strong> <br /><br /><br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=19]]></link>
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	<dc:date>2008-02-27T12:23:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La grande bufala della beneficenza]]></title>
	<description><![CDATA[Aiutare un bambino a distanza. Tanti spot. Tanta pubblicit&agrave;. Tanta omert&agrave;. Queste le constatazioni amare di una nostra lettrice, che due anni fa ha scelto Intervita Onlus, come mezzo privilegiato per sostenere a distanza un piccolo bambino del Guatemala. Un versamento trimestrale di 72 euro, e la fiducia nell&rsquo;Associazione, tanto sponsorizzata in Italia da tutti i mass media, che il contributo arrivasse a destinazione, per lo sviluppo di una comunit&agrave; in difficolt&agrave;. Ti inviano la foto di un bambino, ti aggiornano con un periodico cartaceo di come vengono utilizzati i tuoi soldi, ti abbindolano con i lavoretti creati dal tuo assistito e ti invitano anche a raggiungere il Guatemala, a dimostrazione della limpidezza dell&rsquo;operato dell&rsquo;Associazione. Poi un bel giorno, ti scrivono una lettera, in cui augurandoti un buon 2008, accennano a vaghi problemi verificatesi in Spagna, per cui la tua adozione a distanza sar&agrave; dirottata dal Guatemala al Senegal. <br /><br /><strong>Ma cerchiamo di capire meglio cosa &egrave; successo.</strong> <br />In Spagna &egrave; scoppiato circa 9 mesi fa uno scandalo che ha coinvolto Intervida Spagna, che &egrave; la casa madre di Intervita Italia, e che ha filiali anche in Francia, Stati Uniti e Giappone, su presunte irregolarit&agrave; nella gestione dei fondi raccolti dagli oltre 340.000 sostenitori spagnoli. Gia dall&rsquo;aprile 2007 alcuni giornali, come El Pais e Abc, davano l&rsquo;allucinante notizia. La magistratura spagnola di Barcellona ha indagato i vertici dell'Associazione, per aver versato complessivamente 45 milioni di euro a conti personali e imprese create da Intervida: i soldi destinati ai bambini sembrano essere andati a pagare i debiti delle aziende. Solo ad agosto per&ograve; l&rsquo;inchiesta &egrave; culminata con l&rsquo;accusa di &ldquo;presunta&rdquo; frode e di (sempre presunta) appropriazione indebita mossa a sei dirigenti, tra cui il fondatore sia della sede spagnola sia di quella italiana (Intervita), della quale ha mantenuto la presidenza fino a luglio 2007. <br /><br /><strong>Come &egrave; andata a finire.</strong> <br />A luglio, in Italia &egrave; stato azzerato il consiglio direttivo facente capo all'inquisito presidente spagnolo e nuovi soci italiani ne hanno assunto il controllo, sia per rafforzare la propria indipendenza all&rsquo;interno del network internazionale (Intervida World Alliance) sia come reazione a quanto stava accadendo in Spagna. Solo qualche giorno fa a migliaia di famiglie &egrave; giunta una breve comunicazione da Intervita, datata 23 novembre 2007, ma recapitata (chiss&agrave; perch&eacute;) a destinazione solo dopo le festivit&agrave; (forse perch&eacute; a Natale siamo tutti pi&ugrave; buoni con le donazioni), nella quale Intervita (Italia) si dissocia da Intervida (Spagna), e per assicurare la trasparenza e la buona fede, sospende le adozioni a distanza nel Sud America. Del tuo bambino non avrai pi&ugrave; notizia. E neanche dell&rsquo;effettiva destinazione dei soldi che hai versato per 2 anni. <br /><br /><strong>Conclusioni.</strong> <br />Il tuo piccolo &ldquo;amico&rdquo; del Guatemala, sar&agrave; rimpiazzato con un altro bambino, questa volta del Senegal, magari per un'altra bufala a danno di chi davvero crede che oggigiorno valga ancora un gesto d&rsquo;amore verso chi a pi&ugrave; bisogno. Una bufala del cuore prima che del portafoglio, con la totale e complice omert&agrave; dei maggiori organi di informazione italiani. <br /><br /><strong><em>Caterina A. Stuppia</em></strong> <br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=18]]></link>
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	<dc:date>2008-01-10T12:51:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Sotto l'albero il regalo è a rate]]></title>
	<description><![CDATA[Ogni anno sempre la stessa storia. Scegliere il regalo giusto da mettere sotto l&rsquo;albero di Natale, non &egrave; mai cos&igrave; semplice. Sono tanti i possibili doni da impacchettare, ma ci&ograve; che conta davvero &egrave; saper abbinare utilit&agrave; e risparmio.Quando a ridosso del fatidico giorno, l'originalit&agrave; fa cilecca e si &egrave; a corto di idee, &egrave; facile ripiegare sul classico regalo costosissimo, che risolve la tormentata indecisione delle ultime ore, riducendo il portafoglio alla stretta finale. <br /><br />Dagli elettrodomestici agli strumenti informatici, dagli oggetti di profumeria a quelli di gioielleria, dall'abbigliamento agli inossidabili apparecchi di telefonia mobile, a guidare la classifica dei prodotti pi&ugrave; acquistati, risultano i regali per i bambini. Seguono il settore tessile, l'oggettistica, il campo alimentare e tecnologico. Un aumento significativo si registra anche per l'e-commerce, lo shopping effettuato online, che quest'anno otterr&agrave; un 5% sul totale degli acquisti. <br /><br />Gli italiani a Natale non sembrano voler rinunciare proprio a nulla. Il dato preoccupante che per&ograve; emerge, &egrave; che per comprare piccoli pensieri da donare ad amici e parenti, la maggior parte delle famiglie non mancher&agrave; di contrarre le pi&ugrave; svariate tipologie di debito: rate, debito a consumo, carte di credito revolving, o addirittura la cessione di un quinto dello stipendio (cio&egrave; l'anticipo della liquidazione maturata negli anni di lavoro). Secondo l'associazione dei consumatori Telefono Blu, il credito al consumo &egrave; in volata, con una percentuale del 17% in pi&ugrave; rispetto agli ultimi tre anni, ci&ograve; significa che gli italiani pur di concedersi le gioie superflue delle festivit&agrave; si indebitano fino al collo. <br /><br />Una realt&agrave; che i mass media non mettono in luce, mostrando quei pochi fortunati, che raccontano di come hanno speso nelle boutique di Via Condotti. In ombra ci sono le microstorie di tanti, che utilizzeranno la tredicesima per il mutuo della casa, le bollette, o le tasse di fine e inizio anno. Un'Italia che nessuno ama raccontare, forse perch&egrave; a Natale &quot;siamo tutti pi&ugrave; buoni&quot;. <br /><br /><strong><em>Caterina Assunta Stuppia</em></strong> <br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=17]]></link>
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	<dc:date>2007-12-11T13:12:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Da assassino a fotomodello, quanto è breve il passo? ]]></title>
	<description><![CDATA[Cronaca di una tragedia grottesca ed assurda quella che vede protagonista il 22enne rom Marco Ahmetovic che la sera fra il 22 ed il 23 aprile scorso si macchi&ograve; di un terribile delitto travolgendo e uccidendo con un furgone che guidava in stato di ebbrezza quattro ragazzi di Appignano del Tronto. 4 giovanissime vite stroncate, 4 famiglie distrutte ed una condanna in primo grado a sei anni e mezzo di reclusione ai domiciliari per omicidio colposo plurimo. Ma non &egrave; finita qui! <br /><br />Infatti non solo il sistema giudiziario italiano liquida la realt&agrave; drammatica di un assassinio con una condanna agli arresti domiciliari presso un confortevole residence nella bella localit&agrave; turistica di San Benedetto del Tronto ma calpesta l&rsquo;incommensurabile dolore dei familiari avallando inoltre in maniera pericolosa la gi&agrave; diffusa sfiducia nella legge. <br /><br />A far da cornice infine ad uno scenario gi&agrave; di per se riprovevole, la &ldquo;mossa&rdquo; commerciale del pubblicitario Alessio Sundas che sembrerebbe aver usato lo stesso Ahmetovic, inoltre sul punto di pubblicare un suo memoriale, come testimonial per una nuova marca di prodotti d&rsquo;abbigliamento,(di cui un fantomatico orologio messo all&rsquo;asta su e-Bay ma del quale non vi &egrave; tuttora traccia), ispirati alla cultura gitana e quindi denominata &ldquo;Linearom&rdquo;. <br /><br />A tutto questo risponde l&rsquo;indignazione dei parenti delle vittime che guardano con speranza alla Corte di Cassazione mentre intanto infervorano le polemiche tra chi vede nella faccenda Sundas solo una &ldquo;bufala&rdquo; montata ad arte per fomentare l&rsquo;odio razziale e chi invece si crogiola nell&rsquo;idea di una meschina verit&agrave; di speculazione. <br /><br />E mentre il ministro Mastella &ldquo;ha chiesto ai propri uffici di avviare accertamenti specifici sulle modalit&agrave; del regime detentivo cui &egrave; attualmente sottoposto&rdquo; e &ldquo;sulla compatibilit&agrave; di tale regime con lo svolgimento delle attivit&agrave; lucrative riportate dalla stampa&rdquo; ci interroghiamo sulla vicenda nella ricerca vana di un aggettivo che possa definire la scandalosa amoralit&agrave; di una societ&agrave; in cui violenza e avidit&agrave; &ldquo;pagano&rdquo; contro ogni legge che possa dirsi umana. <br /><br />Annunziata R. Borriello <br /><br /><br /><br /><br />&gt; Esprimi la tua opinione sul blog di Ephemerides <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=16]]></link>
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	<dc:date>2007-12-03T09:47:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Calcio a mano armata: fuori tutti dagli stadi ]]></title>
	<description><![CDATA[E&rsquo; una storia senza fine, quella dell&rsquo;escalation di violenza, che investe il mondo del pallone. L&rsquo;ultima vicenda balzata alle cronache, &egrave; il caso del tifoso laziale, ucciso da un agente, durante una rissa in Autogrill, scatenata con un gruppo di giovani di diversa &ldquo;fede&rdquo; calcistica. Un episodio tra tanti, che dimostra quanto il binomio calcio/violenza, occupi periodicamente le pagine di cronaca. <strong>Il classico &ldquo;scarica barili&rdquo; all&rsquo;italiana</strong>, in questi momenti funziona a meraviglia: invece di tracciare una via d&rsquo;uscita anche provvisoria ma immediata e seria, nelle chiacchiere dei processi tv, le voci dei protagonisti annegano nel puntarsi il dito contro. <br /><br />La responsabilit&agrave;, per i presidenti delle societ&agrave; &egrave; sempre da additarsi a pochi ultr&agrave; facinorosi, per gli ultr&agrave; all'eccessiva &ldquo;visibilit&agrave;&rdquo; in assetto antisommossa delle forze dell'ordine, per le forze dell&rsquo;ordine ad una politica incapace di adottare misure adeguate, per la politica (cos&igrave; il cerchio si chiude), ai presidenti delle societ&agrave; conniventi con queste realt&agrave;, e forse pi&ugrave;. Per <strong>l&rsquo;opinione pubblica, la colpa &egrave; di tutti e di nessuno, e in sostanza,</strong> basta far versare le lacrime dovute ai parenti delle vittime, scattare belle foto della folla commossa ai funerali, fermare l&rsquo;ingranaggio malato per 7 giorni, e &ldquo;<strong>the show must go on</strong>&rdquo;. Tutto torna esattamente come prima. Tanto vale la vita di una persona in Italia, quella settimana d&rsquo;ipocrisia mediatica e poi il dramma sfiorisce nel dimenticatoio. Nessuno pi&ugrave; ne parla. Almeno fino alla prossima tragedia. <br /><br />Non penso sia eccessivo definire questa situazione grottesca che si materializza ogni qual volta &ldquo;scappa il morto&rdquo;, in maniera arendtiana, il riflesso fedele di quello che la pensatrice tedesca chiamava &ldquo;la banalit&agrave; del male&rdquo;. Assenza di giudizio, mancanza di senso critico e di coscienza morale: questo &egrave; il male. Il male radicale &egrave; dimenticare le azioni appena commesse, litigare sull&rsquo;ideologia giusta o sbagliata, senza mettere in atto una soluzione concreta. <strong>Togliamo lo sport ai violenti e restituiamolo ai tifosi.</strong> <br /><br />Iniziamo a concederci il giusto tempo per pensare il da farsi, chiudendo le porte degli stadi un annetto. In questo tempo, invece di chiederci se quest&rsquo;atto contro la bellezza dello sport, lede la sensibilit&agrave; dei veri tifosi (i veri tifosi ora sono pi&ugrave; lesi dalla costrizione di vedere la partita sul digitale terrestre, con il timore di prendere allo stadio un motorino in testa), stiliamo delle norme semplici e attuabili. biglietti vanno venduti solo a chi presenta un documento. Ad ogni nominativo assegniamo un posto numerato, con l&rsquo;obbligo di occuparlo esclusivamente. Muniamo tutti gli stadi di <strong>telecamere</strong> per identificare chiunque in qualsiasi momento. Avere ognuno sotto il controllo degli occhi delle telecamere, permetterebbe di rinunciare sia alle barriere umane (poliziotti), sia a quelle non-umane (fossati e recinzioni), che fanno dello stadio una sorta di campo d&rsquo;internamento. Infine, condiamo il pacchetto, con <strong>pene certe</strong> per chi non segue le regole: ai violenti diamo un carcere &ldquo;serio&rdquo;, ai semplici disobbedienti neghiamo lo stadio a vita, per gli altri (i veri tifosi), ci sar&agrave; solo da gustare uno spettacolo vissuto in piena tranquillit&agrave;. <br /><br />Sicuramente anche le nostre sono &ldquo;<strong>chiacchiere</strong>&rdquo; mediatiche, e finiranno nel dimenticatoio dell&rsquo;etere, ma almeno questa volta possiamo dare a quella piccola e sempre pulsante parte di noi, la nostra coscienza, il merito di aver ragionato con una facolt&agrave; di pensiero libera e critica. <br /><br /><strong><em>Caterina A. Stuppia</em></strong> <br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=15]]></link>
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	<dc:date>2007-11-27T11:54:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Lavoro in Italia. Cose di casa nostra]]></title>
	<description><![CDATA[E&rsquo; opinione comune, che essere giovani oggi sia una vera &ldquo;fortuna&rdquo;. La societ&agrave; contemporanea, infatti, concede alle nuove generazioni molte pi&ugrave; opportunit&agrave; di una volta: s&rsquo;invoca una maggior libert&agrave;, si pensa ad un&rsquo;esistenza dinamica e movimentata, si viaggia per il mondo, si fa sport, si seguono le mode. Tutte condizioni, che ad una prima e affrettata osservazione, sembrano prerogative ideali, per una condotta di vita migliore rispetto a quella dei nostri genitori e nonni. <br /><br />Eppure non &egrave; tutto oro quello che luccica. <br /><br />La generazione, che si affaccia nel terzo millennio, ha pochi punti saldi e molti interrogativi: l&rsquo;incubo di un lavoro precario, il sogno di un tetto e quattro mura, la paura di un sistema pensionistico che non garantisce una vecchiaia agevole. I giovani italiani sono spesso accusati di pensare poco al futuro. Forse perch&eacute; sono pi&ugrave; preoccupati per il presente. La disoccupazione &egrave; il grande cancro che affligge il nostro Paese. L&rsquo;Italia &egrave; una Repubblica fondata sul lavoro, recita la Costituzione. <br /><br />Eppure a tre anni dalla laurea, met&agrave; dei laureati meridionali &egrave; disoccupato. <br /><br />Anche il 43% dei laureati con il massimo dei voti risulta disoccupato, a fronte dei giovani del Centro-Nord: oltre l'80% dei fuori corso da pi&ugrave; di tre anni ha in ogni modo trovato un'occupazione. Scandaloso e inefficiente la funzione dei collocamenti. Senza considerare che al Sud un laureato su quattro trova lavoro, grazie a canali &quot;informali&quot;: spintarelle e raccomandazioni, che di fatto, annullano le credenziali universitarie, di chi ha per tanti anni sgobbato sui libri. Beati questi giovani, per&ograve; verrebbe da dire, che hanno l&rsquo;opportunit&agrave; di studiare sette anni (laurea triennale, laurea specialistica, Siss), per diventare professore alla veneranda et&agrave; di 50 primavere, dopo 20 anni di supplenze da precari e pendolarismo Sud-Nord. <br /><br />Oppure beati i nostri padri. Se a loro nel 1965 per comprare casa, bastava mettere in fila 3 anni di stipendio, oggi noi ne dobbiamo mettere in conto ben 24. <br /><br /><strong><em>Caterina A. Stuppia</em></strong> <br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=14]]></link>
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	<dc:date>2007-11-20T12:06:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Empatici o indifferenti si nasce o si diventa? ]]></title>
	<description><![CDATA[Sin dall&rsquo;antichit&agrave; classica l&rsquo;uomo si &egrave; interrogato sulla reale natura del suo essere in rapporto all&rsquo;altro. Secondo Aristotele l&rsquo;uomo &egrave; un animale politico, cio&egrave; sociale e quindi naturalmente votato all&rsquo;aggregazione, dalle sue forme pi&ugrave; semplici quali la famiglia a quelle pi&ugrave; complesse come lo Stato. Nel 1651 l&rsquo;inglese Thomas Hobbes pubblicava il &ldquo;Leviatano&rdquo; sostenendo una tesi contraria a quella del famoso filosofo greco: &ldquo;gli uomini sono in continua competizione per l'onore e la dignit&agrave; e di conseguenza fra loro sorgono per questa ragione invidia e odio e infine guerre [&hellip;] l&rsquo;accordo che si produce &egrave; solo per convenzione, cio&egrave; artificiale&rdquo;. <br /><br />La ricerca di armonia si scontra inevitabilmente con un sostrato di conflittualit&agrave; che emerge preponderante in ogni dove e in ogni quando. Integrazione ed emarginazione costituiscono i due volti di una realt&agrave; sociale prismatica all&rsquo;interno della quale assistiamo spesso impassibili al continuo interscambio di ruoli tra empatia ed indifferenza. Ma cosa rende alcuni uomini capaci di un cos&igrave; forte sentire tale da disporli alla comunicazione con il prossimo condividendone le esperienze e cosa invece raggela gli animi armandoli di una corazza di totale estraneit&agrave; all&rsquo;altrui vivere? <br /><br />Quotidianamente veniamo bombardati dai media con notizie che lasciano sgomenti ed incapaci di darci risposte plausibili. Non ultima in ordine di tempo la vicenda dello studente ischitano di quattordici anni impiccatosi due settimane fa probabilmente perch&egrave; schiacciato dalla &ldquo;colpa&rdquo; di non essersi uniformato alla massa e di aver cercato un varco in una societ&agrave; purtroppo divenuta un composto indigesto di cultura dell&rsquo;&rdquo;avere&rdquo; e dell&rsquo;&rdquo;apparire&rdquo;. <br /><br />Atti inconsulti, violenze, morti inspiegabili, follie. Una realt&agrave; allo sbando sotto l&rsquo;egida dell&rsquo;Ego, quell&rsquo;ego che avvelena lo spirito allontanandoci dall&rsquo;essere autentico. Madre Teresa di Calcutta diceva: &ldquo;Non possiamo parlare finch&eacute; non ascoltiamo. Quando avremo il cuore colmo, la bocca parler&agrave;, la mente penser&agrave;&rdquo;. Parole che sembrerebbero stonare nell&rsquo;era del fantomatico &ldquo;villaggio globale&rdquo; e che pur tuttavia non fanno che avallare un paradosso inscritto nel dna della civilt&agrave; attuale laddove conoscenza e comunicazione divengono solo strumenti di abuso. <br /><br /><strong>Annunziata R. Borriello</strong>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=13]]></link>
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	<dc:date>2007-11-12T10:41:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Homosexual. Scacco matto al pregiudizio ]]></title>
	<description><![CDATA[Un bel neonato, roseo e paffutello. Una mano protesa verso la bocca, a compiere il gesto pi&ugrave; naturale e sublime della suzione del pollice, che sporge in primo piano con la classica fascetta da polso. Sembrerebbe una tranquilla immagine di un&rsquo;infanzia ancora in erba, se non ci fosse qualcosa che desta all&rsquo;occhio bigotto dell&rsquo;italiano medio, stupore e meraviglia. Sulla fascetta, segno sociale identificativo d&rsquo;ogni nascituro, la scritta: homosexual, omosessuale in francese. <br />Il neonato &egrave; gay. <br /><br />Questa l&rsquo;ultima trovata che la Regione Toscana con il patrocinio del ministero delle Pari opportunit&agrave;, ha promosso per la sua campagna contro le discriminazioni sessuali, con l&rsquo;effetto immediato d&rsquo;infinite polemiche e proteste. Il manifesto sar&agrave; affisso sui muri della citt&agrave;, negli uffici, davanti alle scuole. <br /><br />Una vera presa di posizione. O meglio un bell&rsquo;attacco sferrato a tutto quel retroterra d&rsquo;ignoranza e pregiudizio, che in Italia ancora pi&ugrave; che in altri Paesi europei, soggiace, quando ci si accosta al campo minato (dalla Chiesa Cattolica in primis) della sessualit&agrave;. Certo se sono serviti quattro secoli per riabilitare il luminare Galileo, purtroppo tanti altri ne serviranno per formare delle coscienze individuali e responsabili che sapranno allontanarsi dall&rsquo;assurda pretesa, di considerare l&rsquo;omosessualit&agrave; come un qualcosa &ldquo;che va contronatura&rdquo;. <br /><br />Si, perch&eacute; come recita il manifesto &ldquo;l&rsquo;orientamento sessuale non &egrave; una scelta&rdquo;. Amare persone dello stesso sesso &egrave; un&rsquo;inclinazione naturale. Un orientamento, che pu&ograve; esplodere nell&rsquo;adolescenza o pu&ograve; manifestarsi in et&agrave; pi&ugrave; avanzata, che pu&ograve; essere represso o sottaciuto, ma che connota inscindibilmente l&rsquo;individuo per tutta la sua vita. Non un vizio, ma un&rsquo;attitudine che va rispettata, riconosciuta e garantita a livello sociale, morale e politico. <br /><br />Il dibattito tra natura e cultura &egrave; chiuso. Quel neonato non &egrave; geneticamente omosessuale, ma quando scoprir&agrave; d&rsquo;essere tale non sar&agrave; perch&eacute; lo ha scelto, ma perch&eacute; la natura &egrave; magnificamente multiforme, e le infinite differenze che crea, dovrebbero essere salvaguardate e non denigrate. Superiamo quest&rsquo;assurda paura dell&rsquo;estraneo, dello straniero, dell&rsquo;insolito, affinch&eacute; ci sia una diversit&agrave; sessuale seria e libera. <br /><br />Se poi &egrave; appropriato o meno, il mezzo pubblicitario in questo caso utilizzato, per esprimere crudamente una cos&igrave; limpida verit&agrave; (ancora a molti per&ograve; indifferente), la questione &egrave; aperta. <br /><br /><strong>Caterina A. Stuppia</strong> <br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=12]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.ephemerides.it/dblog/articolo.asp?articolo=12</guid>
	<dc:date>2007-10-30T10:19:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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	</channel></rss>
