Napoli sull’orlo di una nuova crisi urbana: aspettando il 5 luglio
E’ ormai un dato di fatto. Calcolatrice alla mano, il commissario Gianni De Gennaro ha ormai emesso la sua sentenza affermando che “dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno”. Due mesi e poco più ci separano quindi da un nuovo collasso urbano causato da un’ennesima “emergenza rifiuti”.
Ma cosa significa “emergenza”? Ebbene, il termine più inflazionato degli ultimi tempi sta ad indicare una difficoltà improvvisa che richiede un intervento immediato. Risulta perciò lampante a tal proposito l’utilizzo del tutto incongruo della lingua italiana considerando che l’”emergenza rifiuti” in Campania è ormai un problema di ordinaria amministrazione da ben quattordici anni. Conviene allora rivalutare la situazione alla luce di una corretta lettura dei fatti per poi proporre le soluzioni più adeguate.
Quello dei rifiuti nel napoletano è un problema concreto. Duecento i comuni interessati che si ritroveranno nel bel mezzo della calura estiva a dover fare i conti con una ancor più grave crisi urbana stavolta connessa al rischio di malattie infettive. Il 5 luglio infatti le discariche ed i siti adibiti a contenere “temporaneamente” circa 700 mila tonnellate di immondizia saranno sature e scadranno sul finire dello stesso mese i quei contratti con la Germania che hanno finora consentito la spedizione oltralpe di 200 mila tonnellate di rifiuti. E nel frattempo che fare? Nell’attesa si pensa ad un piano di priorità che, approvato dal neo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prevede l’apertura di due nuove impianti a Savignano Irpino e a Sant'Arcangelo Trimonte tesi a contenere l’”emergenza” prima dell’allestimento di una “piattaforma plurifunzionale” che sorgerà in Alta Irpinia, nel pianoro di Formicoso, con il compito di “accogliere” un numero imprecisato di milioni di tonnellate di immondizia.
Parola d’ordine? Anche in questo caso, tamponare! E la soluzione? Basta temporeggiare. Basta cercare capri espiatori. Basta usare i rifiuti come merce di scambio tra i potenti di turno. C’è bisogno di una politica fattiva che si assumi la responsabilità di interventi coerenti sul territorio, che investa in attività di raccolta differenziata, di recupero e riciclaggio dei materiali di scarto per un proficuo rapporto di collaborazione e fiducia con una popolazione da troppo tempo svilita ed offesa. Ridiamo dignità alla Campania. Il countdown è cominciato.
Annunziata R. Borriello
|