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Non si troverà una sola donna della cui bellezza o bruttezza tutti gli uomini convengano.

G. Leopardi


Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di La Redazione (del 03/03/2009 @ 16:40:31, in Editoriale, linkato 1793 volte)
MALCOSTUME
A denunciare questa ulteriore agevolazione ai parlamentari è il leader di IdV Antonio Di Pietro. In un periodo di crisi la buvette decide di scontare il pranzo e i prodotti del bar di un 20%. Elenchiamo i prezzi: ora il caffè costa 42 centesimi, la spremuta 92, un panino con prosciutto 1 euro e 17, un tramezzino 96 centesimi, un cappuccino 58, il tè 84, la birra 1,60, un pasticcino 46 centesimi. Il ribasso ha interessato anche i prezzi del ristorante: un primo piatto è passato da 1,80 a 1,50 euro.

Di Pietro denuncia questo malcostume, come in passato ha sollevato la questione dei pianisti, quando alcuni parlamentari votano per quelli assenti. Un voto che ci costa 250 euro al giorno.

Troppe sono le agevolazioni, troppo alti sono gli stipendi, scarso l’impegno dei parlamentari. Questi prezzi applicati ai parlamentari che guadagnano somme grosse per mal governaci, sono davvero una vergogna e uno schiaffo alla miseria per chi soffre e tira a campare.
Pudore, è una parola che forse non esiste più tra i parlamentare italiani, è bene che si prendano provvedimenti contro questi cattivi esempi, e che la denuncia di Antonio DI Pietro non rimanga tale. E’ bene che il popolo italiano venga rappresentato degnamente in parlamento, è bene che il cittadino italiano scelga con la preferenze il proprio deputato.
Senza se e senza ma.

Antonio Civitillo
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Di La Redazione (del 25/02/2009 @ 20:01:28, in Attualità, linkato 781 volte)
Sulla tangenziale di Napoli transitano in una settimana quasi due milioni e centomila vetture, ed è considerato uno dei tratti di strada più pericolosi d’Italia.
Si è deciso così di monitorare il tragitto con sofisticate telecamere e di montare sul percorso una serie di tutor. Le infrazione rilevate durante il periodo di test sono risultate essere circa diecimila al giorno. Una volta pubblicizzato e attivato ufficialmente il nuovo impianto, le infrazioni e le multe elevate in una settimana sono milletrecento.
Si è avuta anche una drastica riduzione degli incidenti: facendo un confronto con la stessa settimana dell’anno 2008 e del 2009, gli incidenti sono scesi da sette con 8 feriti a due incidenti con due feriti. Grande è stata la soddisfazione della società che gestisce la tangenziale.
In queste elaborazioni statistiche, grazie ai tutor, è stata rilevata anche una curiosità: una BMW durante il percorso ha mantenuto una media di 173Km all’ora.
Si vuol anche portare a conoscenza di tutti che le trecento multe elevate sono un numero basso rispetto al numero degli automobilisti che utilizzano la tangenziale solo lo 0,7 per mille.
Ma come per ogni cosa c’è il risvolto della medaglia. Infatti,non sono mancate le prime proteste e molti automobilisti chiedono che il limite di velocità venga aumentato da 80Km a 100Km all’ora. Molti altri, invece, hanno deciso di non utilizzare più la tangenziale, circa 300mila, arrecando una perdita settimanale in termini di introiti da pedaggio di circa 210mila euro.
Qualcuno scommette che le perdite aumenteranno. In più c’è un nuovo tormentone radiofonico: “Attenti al tutor” che ricalca le note di “Attenti al lupo”.
Forse i nostri amministratori pensano che dagli automobilisti si può ricavare un bel po’ di denaro per riempire le casse comunali, tentando di tappare i buchi generati dai loro sprechi, senza contare che la parola “privacy” diventa sempre più utopia.

Antonio Civitillo
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Di La Redazione (del 05/06/2008 @ 15:34:06, in Editoriale, linkato 766 volte)
Napoli attanagliata da un’eterna emergenza rifiuti.
Il nuovo governo chiede fiducia, ed usa il pugno duro contro chi manifesta e si oppone alle aperture delle discariche. Berlusconi emana un decreto – vergognoso - che punisce severamente gli organizzatori che incitano alla protesta.
A chiedere tempo e fiducia, non sono solo i vertici nazionali, ma anche il presidente della Regione Campania e il Sindaco di Napoli, continuando a sostenere di essere perfino pronti a collaborare con il nuovo governo, e invitando i cittadini a fare altrettanto.
Quindici anni e tanti milioni di euro sperperati forse non sono bastati: Bassolino e la Iervolino parlano come se a governarci, nell’utimo decennio, fosse stato qualcun altro.
Il tempo stimato per risolvere l’emergenza rifiuti è di altri 3 anni. Crederci?
Ai posteri l’ardua sentenza. Eppure basterebbe un semplice gesto per far riconquistare un pò fiducia ai campani verso le istituzioni.
Noi del quotidiano Ephemerides, pertanto, avanziamo una proposta: sciogliere la Regione Campania e il Comune di Napoli o far dimettere Bassolino e Iervolino; intanto emettere un bel decreto per bilanciare quello emesso contro gli organizzatori delle manifestazioni, per chi ha sperperato denaro pubblico ed assicurarsi che la pena inflitta, a chi ci ha mal governato, venga scontata.
Crediamo che la proposta da noi avanzata sia equa, solidale ed applicabile, i campani hanno già pagato un prezzo molto alto, morale, fisico ed economico, per negligenze commesse da chi ci governa. Riteniamo che sia davvero troppo chiedere ulteriore pazienza e far pagare ai soli cittadini che manifestano.

Antonio Civitillo
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Di La Redazione (del 06/05/2008 @ 10:14:47, in Editoriale, linkato 1192 volte)
Torre del Greco - Visto che la politica non riesce a trovare un'effettiva soluzione al problema immondizia, c'è qualcuno che ne ha scovata una divertente e alquanto bizzarra, purtroppo poco realizzabile. Durante le prime luci della sera di sabato scorso, è apparsa un'istallazione sulla scogliera dell'ultimo lido della litoranea di Torre del Greco: si tratta di una fionda di legno, alta circa 2,50 metri, tesa dal peso di un sacchetto di rifiuti, a mò di lancio verso il mare. Provocazione, dissenso alla cattiva organizzazione statale, malcontento cittadino: questi, forse, i motivi che hanno spinto l'anonimo artista a dar vita all'opera inconsueta e, in un certo senso, a dar voce ed esprimere l'insofferenza alla questione attraverso un'ironica e geniale sfida alle competenze comunali.

Data la posizione in cui si trova, il misterioso "scultore" ha dovuto portare l'attrezzatura via mare e compiuto, poi, il lavoro una volta arrivato sugli scogli. Eppure nonostante il vociferare delle persone che passeggiavano nella zona, l'arguta missione non ha lasciato traccia del realizzatore. Inosservata, certamente, non passerà: l'imponente e originale composizione si erge sul mare del litorale torrese, ben visibile dalla strada. In attesa di notizie sull'anonimo autore, la fionda continua a destare simpatia e curiosità nei passanti. Che sia questo un nuovo modo di dire la propria?

Gabriella Seme
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Di La Redazione (del 01/05/2008 @ 11:51:00, in Editoriale, linkato 2182 volte)

E’ ormai un dato di fatto. Calcolatrice alla mano, il commissario Gianni De Gennaro ha ormai emesso la sua sentenza affermando che “dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno”. Due mesi e poco più ci separano quindi da un nuovo collasso urbano causato da un’ennesima “emergenza rifiuti”.

Ma cosa significa “emergenza”? Ebbene, il termine più inflazionato degli ultimi tempi sta ad indicare una difficoltà improvvisa che richiede un intervento immediato. Risulta perciò lampante a tal proposito l’utilizzo del tutto incongruo della lingua italiana considerando che l’”emergenza rifiuti” in Campania è ormai un problema di ordinaria amministrazione da ben quattordici anni. Conviene allora rivalutare la situazione alla luce di una corretta lettura dei fatti per poi proporre le soluzioni più adeguate.

Quello dei rifiuti nel napoletano è un problema concreto. Duecento i comuni interessati che si ritroveranno nel bel mezzo della calura estiva a dover fare i conti con una ancor più grave crisi urbana stavolta connessa al rischio di malattie infettive. Il 5 luglio infatti le discariche ed i siti adibiti a contenere “temporaneamente” circa 700 mila tonnellate di immondizia saranno sature e scadranno sul finire dello stesso mese i quei contratti con la Germania che hanno finora consentito la spedizione oltralpe di 200 mila tonnellate di rifiuti. E nel frattempo che fare?
Nell’attesa si pensa ad un piano di priorità che, approvato dal neo presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, prevede l’apertura di due nuove impianti a Savignano Irpino e a Sant'Arcangelo Trimonte tesi a contenere l’”emergenza” prima dell’allestimento di una “piattaforma plurifunzionale” che sorgerà in Alta Irpinia, nel pianoro di Formicoso, con il compito di “accogliere” un numero imprecisato di milioni di tonnellate di immondizia.

Parola d’ordine? Anche in questo caso, tamponare! E la soluzione? Basta temporeggiare. Basta cercare capri espiatori. Basta usare i rifiuti come merce di scambio tra i potenti di turno. C’è bisogno di una politica fattiva che si assumi la responsabilità di interventi coerenti sul territorio, che investa in attività di raccolta differenziata, di recupero e riciclaggio dei materiali di scarto per un proficuo rapporto di collaborazione e fiducia con una popolazione da troppo tempo svilita ed offesa. Ridiamo dignità alla Campania. Il countdown è cominciato.

Annunziata R. Borriello

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Di La Redazione (del 12/04/2008 @ 11:34:16, in Attualità, linkato 758 volte)
Dopo gli episodi di difficoltà ad ottenere la prescrizione presso le strutture del Ssn della “pillola del giorno dopo”, il ministro della Salute Livia Turco ha invitato i cittadini a segnalare tali casi all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del ministero della Salute, che si occuperà poi di inviare tali segnalazioni alle Regioni e alle Asl di competenza per facilitare l’adozione di misure che evitino disfunzioni nel servizio. L’Urp del Ministero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12, con risposte telefoniche ai numeri 0659942378 – 0659942758, oppure può essere contattato via mail a qualsiasi ora e giorno della settimana (le segnalazioni verranno esaminate entro le successive 24 ore ed entro le 48 ore durante il fine settimana) entrando nel sito www.ministerosalute.it e cliccando sulla sezione dedicata all’Urp e poi su “scrivi all’Urp”. “E’ nostra intenzione - ha spiegato il ministro Turco nella nota che annuncia l’attivazione del servizio - offrire ai cittadini un canale in più per segnalare disfunzioni o mancate risposte di assistenza su un terreno così delicato come quello della contraccezione d’emergenza. Pensiamo infatti sia dovere delle istituzioni farsi carico di questa domanda di assistenza facendo sì che nessuna donna sia lasciata sola in momenti difficili della propria vita, come può essere quello che la vede preoccupata per una possibile gravidanza non voluta. A tal fine rivolgo ancora una volta un appello alle Regioni e Province Autonome italiane affinché adottino l’atto di indirizzo predisposto dal Ministero della Salute per la piena applicazione della 194” e che prevede che la prescrizione della contraccezione d’emergenza sia garantita, oltre che nei servizi consultoriali, anche nei pronto soccorso e nelle guardie mediche, prevedendo contestualmente che le Regioni debbano assicurare la presenza di almeno un medico non obiettore in ogni distretto sanitario.
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Di La Redazione (del 26/03/2008 @ 10:01:36, in Editoriale, linkato 1508 volte)
Sembrerà assurdo, eppure, molte delle associazioni che sollecitano donazioni nelle piazze italiane (e per le problematiche sociali più disparate) spesso, per metter su le proprie iniziative, spendono più di quanto riescano a mettere da parte. Perché? Perché per raccogliere fondi c’è bisogno di… molto denaro.
Ci sono, addirittura, agenzie specializzate che vendono (anche caro: uno stand domenicale costa intorno ai 3.500,00 euro) il kit completo “evento di piazza” che comprende: personale per la raccolta fondi, gazebo, sedie, tavolini e locandine. Certo, se l’associazione ha volontari e “suppellettili” urbane è meglio. In caso contrario… dovrà noleggiarle! Il prezzo, inoltre, si gonfia ulteriormente, com’è immaginabile, se si acquistano inserzioni sui giornali, si fa pubblicità in tv o alla radio o se si distribuiscono gadget a chi si ferma e fa un’offerta. Il costo medio di un service, all inclusive, per cento piazze?
Circa 400mila euro. Decisamente troppo, se si parla di devolvere il ricavato ai malati o ai più bisognosi!
Ti.Me
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Di La Redazione (del 27/02/2008 @ 12:23:47, in Editoriale, linkato 2261 volte)
Ottenere un record d’incassi, mettendo sullo schermo storie di ordinaria quotidianità, è possibile. Così come è possibile allo stesso tempo, infiammare con queste storie, i dibattiti nei salotti televisivi domenicali. Parliamo di due film “di casa nostra”, uno con l’affascinante Raoul Bova, l’altro con il giovane Silvio Muccino. Rivali al box office, ma a braccetto nel tema che affrontano: la differenza d’età, nel già precario mondo dell’universo sentimentale contemporaneo.

In “Scusa ma ti chiamo amore”, la solita liceale 17enne, prende una comprensibile sbandata per Raoul, pubblicitario con vent’anni in più. Il tutto condito dal repertorio, ormai classico, dei libri di Federico Moccia, da cui è tratta la trama. Silvio Muccino in “Parlami d’amore” rovescia il copione: questa volta è lui ad innamorarsi della prof quarantenne. Anche qui la sceneggiatura trae ispirazione da un libro scritto a quattro mani dallo stesso Muccino in collaborazione con Carla Evangelista.

Non è difficile poi rispolverare vecchi film per trovare questo comune clichè. Da “Il laureato”, cult di fine anni ’60, in cui l’astro nascente di Dustin Hoffman, ha una relazione con la celeberrima Mrs Robinson, cantata nell’omonima canzone da Simon and Garfunkel. O nel più recente “Diario di uno scandalo”, dove la Blanchett ama uno studente di quindici anni. Ma non bisogna andare dietro la macchina da presa per raccontare queste storie, che dicevamo essere di ordinaria quotidianità.

Oggi nessuno trova niente da ridere se il 63enne Michael Douglas sposa la bellissima Catherine Zeta Jones, o se Demi Moore (46 anni) presenta alle sue tre figlie ventenni, il loro padre-fratello Ashton Kutcher (29). Si perché il caso “uomo maturo-donna giovane”, è decisamente comune come il suo contrario “donna matura-uomo giovane”. E non bisogna neanche andare tra le stelle patinate oltreoceano per citare qualche esempio. Pensiamo al baratro trentennale tra il non verdissimo Flavio Briatore e la subrettina Gregoraci, o tra Amanda Lear e il suo (ex) compagno Manuel Casella. Se in tanti pensano che tali esempi rappresentano poche eccezioni alla regola, inserite per di più tra le file vip, è anche vero che lo squilibrio anagrafico conta sempre meno anche tra “l’ordinary people”.

Questa la spiegazione della psicoanalista Diana Norsa, autrice del saggio “Equivoci di Coppia”, che è disposta ad assolvere il nuovo trend: “Per carità, non ricorriamo subito al luogo comune di un fantomatico "Edipo non risolto"! Lui ama ancora la mamma, e in una donna matura ricerca la madre che non può avere tutta per sé! Lei era così gelosa della propria madre e del suo rapporto con il marito che ha sviluppato una perversa attrazione per uomini più vecchi, possibilmente sposati, al solo scopo di rubarli all'eterna rivale! Le ragioni non sono sempre queste. La coppia somiglia a un composto chimico, dove le valenze di un elemento devono trovare corrispondenza con altrettante valenze dell'altro. Una forte differenza di età ha il vantaggio di lasciare insature molte valenze: il bagaglio legato alla generazione di appartenenza, musica, mode, abitudini. Tutto questo produce interesse e curiosità verso l'altro. In una società caratterizzata dall'omologazione, la diversità genera desiderio che si rinnova”.

Sarà. Certo è che deve esserci stata una bella chimica anche tra Woody Allen e Soon Yi, figlia adottiva di Mia Farrow, storica compagna di Allen che agli inizi degli anni '90 preferì la figlioccia di 35 anni più giovane. La coppia, unita in matrimonio nel 1997 a Palazzo Cavalli, Venezia, gode ancora di ottima salute (lui 73, lei 37).

Storie dell’epoca Beautiful, oppure semplicemente amori asimmetrici?

Caterina A. Stuppia



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Di La Redazione (del 10/01/2008 @ 12:51:27, in Editoriale, linkato 4901 volte)
Aiutare un bambino a distanza. Tanti spot. Tanta pubblicità. Tanta omertà. Queste le constatazioni amare di una nostra lettrice, che due anni fa ha scelto Intervita Onlus, come mezzo privilegiato per sostenere a distanza un piccolo bambino del Guatemala. Un versamento trimestrale di 72 euro, e la fiducia nell’Associazione, tanto sponsorizzata in Italia da tutti i mass media, che il contributo arrivasse a destinazione, per lo sviluppo di una comunità in difficoltà. Ti inviano la foto di un bambino, ti aggiornano con un periodico cartaceo di come vengono utilizzati i tuoi soldi, ti abbindolano con i lavoretti creati dal tuo assistito e ti invitano anche a raggiungere il Guatemala, a dimostrazione della limpidezza dell’operato dell’Associazione. Poi un bel giorno, ti scrivono una lettera, in cui augurandoti un buon 2008, accennano a vaghi problemi verificatesi in Spagna, per cui la tua adozione a distanza sarà dirottata dal Guatemala al Senegal.

Ma cerchiamo di capire meglio cosa è successo.
In Spagna è scoppiato circa 9 mesi fa uno scandalo che ha coinvolto Intervida Spagna, che è la casa madre di Intervita Italia, e che ha filiali anche in Francia, Stati Uniti e Giappone, su presunte irregolarità nella gestione dei fondi raccolti dagli oltre 340.000 sostenitori spagnoli. Gia dall’aprile 2007 alcuni giornali, come El Pais e Abc, davano l’allucinante notizia. La magistratura spagnola di Barcellona ha indagato i vertici dell'Associazione, per aver versato complessivamente 45 milioni di euro a conti personali e imprese create da Intervida: i soldi destinati ai bambini sembrano essere andati a pagare i debiti delle aziende. Solo ad agosto però l’inchiesta è culminata con l’accusa di “presunta” frode e di (sempre presunta) appropriazione indebita mossa a sei dirigenti, tra cui il fondatore sia della sede spagnola sia di quella italiana (Intervita), della quale ha mantenuto la presidenza fino a luglio 2007.

Come è andata a finire.
A luglio, in Italia è stato azzerato il consiglio direttivo facente capo all'inquisito presidente spagnolo e nuovi soci italiani ne hanno assunto il controllo, sia per rafforzare la propria indipendenza all’interno del network internazionale (Intervida World Alliance) sia come reazione a quanto stava accadendo in Spagna. Solo qualche giorno fa a migliaia di famiglie è giunta una breve comunicazione da Intervita, datata 23 novembre 2007, ma recapitata (chissà perché) a destinazione solo dopo le festività (forse perché a Natale siamo tutti più buoni con le donazioni), nella quale Intervita (Italia) si dissocia da Intervida (Spagna), e per assicurare la trasparenza e la buona fede, sospende le adozioni a distanza nel Sud America. Del tuo bambino non avrai più notizia. E neanche dell’effettiva destinazione dei soldi che hai versato per 2 anni.

Conclusioni.
Il tuo piccolo “amico” del Guatemala, sarà rimpiazzato con un altro bambino, questa volta del Senegal, magari per un'altra bufala a danno di chi davvero crede che oggigiorno valga ancora un gesto d’amore verso chi a più bisogno. Una bufala del cuore prima che del portafoglio, con la totale e complice omertà dei maggiori organi di informazione italiani.

Caterina A. Stuppia

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Di La Redazione (del 11/12/2007 @ 13:12:03, in Editoriale, linkato 1055 volte)
Ogni anno sempre la stessa storia. Scegliere il regalo giusto da mettere sotto l’albero di Natale, non è mai così semplice. Sono tanti i possibili doni da impacchettare, ma ciò che conta davvero è saper abbinare utilità e risparmio.Quando a ridosso del fatidico giorno, l'originalità fa cilecca e si è a corto di idee, è facile ripiegare sul classico regalo costosissimo, che risolve la tormentata indecisione delle ultime ore, riducendo il portafoglio alla stretta finale.

Dagli elettrodomestici agli strumenti informatici, dagli oggetti di profumeria a quelli di gioielleria, dall'abbigliamento agli inossidabili apparecchi di telefonia mobile, a guidare la classifica dei prodotti più acquistati, risultano i regali per i bambini. Seguono il settore tessile, l'oggettistica, il campo alimentare e tecnologico. Un aumento significativo si registra anche per l'e-commerce, lo shopping effettuato online, che quest'anno otterrà un 5% sul totale degli acquisti.

Gli italiani a Natale non sembrano voler rinunciare proprio a nulla. Il dato preoccupante che però emerge, è che per comprare piccoli pensieri da donare ad amici e parenti, la maggior parte delle famiglie non mancherà di contrarre le più svariate tipologie di debito: rate, debito a consumo, carte di credito revolving, o addirittura la cessione di un quinto dello stipendio (cioè l'anticipo della liquidazione maturata negli anni di lavoro). Secondo l'associazione dei consumatori Telefono Blu, il credito al consumo è in volata, con una percentuale del 17% in più rispetto agli ultimi tre anni, ciò significa che gli italiani pur di concedersi le gioie superflue delle festività si indebitano fino al collo.

Una realtà che i mass media non mettono in luce, mostrando quei pochi fortunati, che raccontano di come hanno speso nelle boutique di Via Condotti. In ombra ci sono le microstorie di tanti, che utilizzeranno la tredicesima per il mutuo della casa, le bollette, o le tasse di fine e inizio anno. Un'Italia che nessuno ama raccontare, forse perchè a Natale "siamo tutti più buoni".

Caterina Assunta Stuppia

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