domenica , dicembre 15 2019
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Trionfo a Villa Favorita per Massimo Ranieri

“Sogno e son desto – Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle”: già il titolo racconta il mood, l’essenza dello spettacolo che Massimo Ranieri ha portato ad Ercolano lo scorso giovedì 10 luglio, inaugurando la serie di concerti che l’Ente Ville Vesuviane presenterà nell’Arena del Parco Villa Favorita, in occasione del XXVI Festival della Fondazione. E non poteva essere più felice la scelta di affidare ad un “mostro sacro” come Ranieri l’incipit della consolidata rassegna musicale, visto il trionfo che il pubblico ha decretato per l’amatissimo artista partenopeo. Difficile, tuttavia, definire solo cantante Massimo Ranieri. La sua è stata una performance che lo ha visto destreggiarsi magistralmente tra brani musicali e poesie, macchiette del teatro comico napoletano e racconto affabulatore di stralci del suo vissuto, passi di danza e ammiccamenti al pubblico. Tutto con un equilibrio, un’ironia, una padronanza della scena che solo pochi sanno tenere in Italia.

Ranieri non ha deluso la gente accorsa ad applaudirlo, sia quando ha eseguito i suoi cavalli di battaglia (“Rosse rosse”, “Erba di casa mia”, “Perdere l’amore”, “Se bruciasse la città”),  dispiegando la sua incredibile voce, sia quando ha interpretato, secondo il proprio codice artistico, Battisti, Battiato, De Gregori, Aznavur, Pino Daniele, Tenco etc. Così come ha incantato recitando Shakespeare, Ada Merini, Oriana Fallaci, Collodi con la stessa naturale semplicità con cui ha offerto alla platea episodi della sua vita privata. Un vero e proprio funambolo dell’arte, uno “scugnizzo” a cui è stato donato un talento fuori dal comune ma gestito, curato ed arricchito negli anni con umiltà ed intelligenza. Probabilmente il dono principale del Massimo nazionale non è la voce da brivido, o l’istrionismo attoriale. La sua migliore qualità è, con tutta probabilità, l’amore e la curiosità per la vita, il coraggio di “buttarsi nel fuoco e scalare le montagne”, come lui stesso ha detto nel corso dello spettacolo. Del resto, come per Totò, Eduardo e pochissimi altri grandi, si entra nella leggenda anche e soprattutto se si possiede una  straordinaria umanità.
Marika Galloro

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