mercoledì , luglio 15 2020
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“Muri d’autore”: Furore raccontata da Ferrenti e Pompeo

La galleria darte en plein air costituita da oltre cento “muri d´autore”, murales e sculture si amplia con due opere di Giovanni Ferrenti e Ciro Pompeo. Ad accoglierle il sindaco Ferraioli che nell’ambito della conferenza tenutasi presso la sala Federico Fellini proprio sabato scorso ha dichiarato: “Ogni artista che Muri-dAutore-Furore-2014peoha donato la propria opera alla nostra comunità, simbolicamente è un cittadino onorario di Furore. Grazie a loro è stata resa possibile la trasfigurazione della nostra storia, dei nostri miti, leggende ed aneddoti. Portiamo avanti questa iniziativa dal 1983, anche per andare incontro ad una domanda turistica sempre più colta ed esigente”. Una sorta di “paese dipinto” che si racconta anche in questo modo in una sorta di “grand tour” del XXI sec, con una reinterpretazione artistica e poetica del muro a secco, elemento di fondamentale importanza in tutta la strutturazione paesaggistica della costiera che ha permesso, letteralmente, di strappare ad un territorio impervio ed inospitale uno spazio per l’agricoltura e per la vita.
Ad arricchire questo vero e proprio museo a cielo aperto, una macroscultura di Giovanni Ferrenti in ferro sul poggio di Ponta Mosca, alta circa sei metri dal titolo: “Lilla parla con il Tempo di Materia e Infinito (Canto d’Amore)”. L’artista tra i più significativi scultori contemporanei, si applica nel campo delle ricerche astratte, tra realismo ed espressionismo.
Non molto distante dalla scultura di Ferrenti, è stato collocato anche il pannello pittorico del giovane artista Ciro Pompeo, dal titolo: “A vele spiegate”. L’opera realizzata con una tecnica mista (paste cementizie, colla, colori, poliestere espanso e il legno marino), rappresenta appieno la personalità dell’artista tra gesto, materia e colore.
Da un lato attraverso la scultura viene descritto un “percorso da vibrazioni di energia, che disegnano porzioni di cielo e di mare, come a bucare idealmente l’etere”. Dall’altro attraverso la pittura si sottolinea il procedimento utilizzato, il valore attribuito al gesto, al segno o alla materia. Di null’altro ha bisogno l’uomo per essere se stesso, nessuna sovrastruttura, nessun ordine precostituito, se non vivere in comunione con la natura e sfidarla ad armi pari. Tutto questo nell’esclusiva cornice paesaggistica di Furore che appare un “interluogo” con le sue storie e colori che sfumano nell’azzurro del cielo e del mare: Furore, paese dipinto, conquista e affascina.
Cristoforo RUSSO

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