martedì , dicembre 10 2019
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Carmine Mazza, il Poeta della cucina Vesuviana

C’è un posto nel vesuviano in cui la poesia è declinata nei piatti cucinati dallo chef Carmine Mazza: sto parlando del ristorante “Il Poeta Vesuviano” di Torre del Greco, bellissima cittadina che ingombra un lungo tratto della costa napoletana. Già inclusa nella guida ai ristoranti dell’Espresso e in quella del Gambero Rosso, a questa struttura, e ai proprietari (lo chef Carmine Mazza e la sua futura consorte), non mancano di certo le caratteristiche necessarie per l’attribuzione dell’agognata stella.

Carmine, quando hai partorito la decisione di diventare chef?
In realtà questa mia decisione non è stata partorita, è nata spontaneamente. Avevo 12 anni quando ho iniziato a lavorare nei ristoranti ubicati nella città dove sono nato, Torre del Greco. Appena finiti gli studi ho lavorato in strutture importanti, quali Il Gabbiano di Palinuro, il Capri Palace, il relais Don Alfonso … carmine mazzaPoi a 23 anni, dopo la cosiddetta “gavetta”, ho deciso di aprire un ristorante nel mio paese natio. Sono consapevole che la tipologia delle pietanze che cucino è diversa  da quella dei piatti che impropriamente sono entrati a far parte della cultura enogastronomica nostrana; la mia cucina sperimenta il connubio tra tradizione ed innovazione, l’abbondanza e l’esagerazione sono caratteristiche mai attribuibili ai miei piatti.

“Il Poeta Vesuviano”: come mai hai scelto questo nome per il tuo ristorante?
Pura coincidenza: nel periodo in cui iniziavo a pensare all’apertura di un ristorante , tentavo di mettere a posto il materiale accumulato durante gli anni di studio; in uno scatolone trovai la tesina che compilai per l’esame di terza media, il cui titolo era proprio “Il Poeta Vesuviano”. Decisi così che quello sarebbe stato il nome del mio ristorante.

Il piatto che preferisci cucinare per gli ospiti del tuo ristorante e quello che ami cucinare a casa tua?
Il menù del mio ristornate è prevalentemente costituito da pietanze a base di pesce. I piatti che cucino a casa sono quelli della tradizione tipica campana: ragù, pasta e fagioli, polpette, pasta al forno …

La pietanza che più ti piace mangiare?
A me piace tutto, basta che gli ingredienti siano genuini. La pasta e fagioli è senza ombra di dubbio il mio piatto preferito.

Un ingrediente che non vuoi assolutamente utilizzare?
Non amo utilizzare ingredienti che non appartengono al territorio in cui vivo. La regione Campania è tra le più ricche di prodotti, è inutile procacciare ingredienti al di fuori dei suoi confini. Noi chef campani siamo agevolati tantissimo dalla proficuità dei prodotti della nostra terra: è essenziale che la nostra perizia sia coadiuvata dalla qualità dei prodotti che utilizziamo.

Hai mai cucinato per un personaggio famoso?
Pochi giorni fa l’attrice Isabella Ferrari ha pranzato al Poeta Vesuviano; ha voluto che le preparassi un menù composto esclusivamente da pietanze a base di pesce.

Aspiri alla stella?
Mi piacerebbe, ma non è per me fondamentale. L’importante è che sono consapevole che i clienti del mio ristorante sono soddisfatti e perciò disponibili a farvi ritorno.

Organizzi eventi all’interno del tuo ristorante?
Organizzo eventi in collaborazione con cantine, aziende agricole … Il fine è valorizzare il territorio promuovendo lo sposalizio tra un’eccellente cucina e dei prodotti di altissima qualità. Il 3 febbraio il Poeta Vesuviano ospiterà il Venditti Wine Tour. Per San Valentino, infine, ho impostato un menù fisso composto da sei portate a base di pesce.

Cosa consigli ad un uomo che vuole organizzare una cena romantica per la sua donna?
Cominciare dal piacere della tavola per passare una serata con la propria donna è senza ombra di dubbio una mossa vincente. C’è un piatto di cui sono innamorato, ovvero i cappellacci ripieni con finocchi e spigola su crema di broccoli e vongole veraci. Il formato dei cappellacci si addice particolarmente ad una cena romantica, in quanto durante la preparazione le estremità di questa pasta tendono ad unirsi come in un abbraccio.

I tuoi progetti futuri?
Vorrei che il mio ristorante divenisse un punto di riferimento per coloro che amano l’alta cucina. E poi sicuramente sposerò la mia compagna, magari tra tre anni, contemporaneamente all’inaugurazione di un ristorante più ampio.

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