domenica , dicembre 8 2019
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Il Dna per certificare le opere d'arte

Gioconda-ritSi chiama DNArt ed è stato ideato da due ricercatori padovani di nanotecnologie: è un gel in grado di individuare in maniera univoca quadri e opere d’arte. Con questo progetto gli studiosi italiani si sono aggiudicati il primo premio di Start Cup Veneto, un assegno di dieci mila euro e la possibilità di concorrere al Premio nazionale per l’innovazione a Sassari il 4 e 5 dicembre prossimo.
Ma come funziona? Basterà una semplice pennellata del gel e nessuno potrà più falsificare l’opera; in tal modo, infatti, si imprime una chiave biochimica segreta, un codice unicovo che renderà l’opera o il quadro riconoscibili.
“È una sorta di codice genetico dell’opera d’arte – dice Stefano Costacurta uno degli ideatori – l’idea è stata quella di unire le competenze della biologia molecolare con quelle delle scienze dei materiali per creare un prodotto ad alto grado di sicurezza, ovviamente non dannoso per i capolavori e calibrato sulla base della singola opera d’arte”. Gli ideatori Stefano Costacurta e Erica Cretaio, aiutati da un professore cafoscarino di chimica, Alvise Benedetti puntano alla realizzazione di un marchio indelebile per le opere d’arte, che permetta di autenticarle in modo univoco. “Abbiamo pensato applicazioni che avranno costi diversi – dice Erica Cretaio, ricercatrice veneto Nanotech Nanofab – ci saranno gel più elaborati per opere artistiche di valore e gel più semplici per un uso più quotidiano”.

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