martedì , dicembre 10 2019
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Intervista a Giacomo Luongo, chef di Villa Diamante (Napoli)

Quando hai iniziato ad appassionarti alla cucina?
Ho iniziato a lavorare al termine del secondo anno di Istituto Alberghiero. Decisi di frequentare questa scuola con molta leggerezza, perché ritenevo non fosse molto impegnativa, poi grazie ad un mio compagno di classe ho iniziato questa carriera in veste di aiuto cuoco ed oggi la cucina è la mia passione .

Giacomo LuongoSe non fossi uno chef  cosa saresti?
Bella domanda… Credo che avrei optato comunque un mestiere creativo, che non rendesse la mia giornata noiosa, sicuramente un lavoro artigianale.

Si dice che i cuochi non siano buone forchette e che non amino mangiare: da commensale, e non da chef, che cosa preferisci mangiare?
Sono sicuramente una buona forchetta, lo si deduce dalla mia stazza. Consumo i miei patsti spesso in pizzeria, od in ristoranti rinomati e trattorie; mi dirigo ovunque c’è buon cibo…

La buona tavola non è solo nel piatto. Qual è la regola numero uno per la preparazione del tavolo?
Una  mice-en-place molto accurata: amo la precisione, i dettagli che rendono un posto diverso dall’altro e sicuramente unico. Infine, scusate se può risultare banale, ma adoro la candela accesa sul tavolo,  non deve mai mancare …

Ti piacerebbe insegnare?
Sì, tanto! Trasmettere la passione che ho per il mio lavoro sarebbe bellissimo, anche perché sono sempre meno le persone che al termine dell’Istituto Alberghiero scelgono intraprendono questa professione stupenda. Come mai? Forse perché nelle scuole questo lavoro non viene inquadrato come nella realtà.  Il trucco sta nell’insegnare con amore.

Quale è l’ingrediente che non deve mai mancare nelle tue pietanze?
Ci sono tantissimi  ingredienti a cui non riesco a rinunciare, quindi mi è  impossibile rispondere; l’ingrediente fondamentale di ogni piatto è  sicuramente l’amore. C’è un ingrediente che prediligo particolarmente: il pomodorino.

Che formato di pasta utilizzi con il pesce, lungo o corto?
Vanno bene entrambi: spaghetti, linguine, paccheri di Gragnano e chi più ne ha più ne metta… Sicuramente la pasta corta è adatta alle grandi quantità, quella lunga si addice a pasti per poche porzioni.

Quale piatto adori preparare?
Ce ne sono tanti. Lo stinco di maiale profumato alle erbe con cipollotti glassati, patate acrassè e soufflé al pomodoro mi fa impazzire!

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