domenica , dicembre 15 2019
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Riflessioni generazionali

Generazione compressa, schiacciata. da un capo ancora troppo vicina al ricordo di un dopoguerra difficile e di lenta ripresa; alle prediche di chi affermava “ai miei tempi”; al proibizionismo contrabbandato per buona educazione; al do ut des di nessun spessore costruttivo; al più volte sentito “la maturità ai miei tempi… quella sì”. generazioniDall’altro lato molto distante da un progresso esplosivo nel cui cestino sarebbero finite le penne e le matite blu e rosse; i libri e le sottolineature per intensificare il richiamo dell’attenzione; il parlare sincero e la semplicità di una mano nella mano; il pudore di un sentimento e la sincerità di uno sguardo; il confronto leale sugli ideali e sulle illusioni; la sana competizione sportiva dell’importante è partecipare; il rispetto reciproco senza distinguo di colore politico e di religione.
Generazione strana quasi costretta ad assecondare i propri padri ed ora ad annuire ai propri figli.
Generazione forse troppo “garbata” che non ha saputo gestirsi meriti e obiettivi e che, adesso, osserva perplessa una politica intrisa di ministri che qua e là sembrano usciti da una favola dei Fratelli Grimm con un simpatico pifferaio che ammalia una comunità allo stremo. Prepensionamento proposto come salvifico rimedio senza considerare che è uno strumento tra i più esosi in assoluto; il lampo di genio di un piano della fertilità in un paese che connota il calo demografico in stretta connessione con le difficoltà di arrivare alla fine del mese; l’educazione fisica additata a mostro mangia risorse perché si ritiene  lo sport al pomeriggio simile ad una necessità alimentare; abolizione di un ente ritenuto inutile che verrà sostituito da un carrozzone burocratico senza pari con poltrone in più ordini di posti; direttori sportivi di una non ben identificata cultura e con c.v. non proprio da Premio Nobel che sciorinano assurdità su un popolo di cui, l’idiota di turno, neppure conosce la storia; programmi tv che ci mostrano con quanta superficialità e assoluta normalità l’imberbe ambizioso, al cospicuo premio finale, affermi che Crotone si trova nel Veneto e Aversa in Piemonte; seriosi e impegnati “mezzi busti” che imperversano con argomentazioni di una serietà disarmante afferente circa cinquanta persone, in mutande, straviziate e ricchissime, che si contendono il primato di una improbabile celebrità da consegnare ai posteri circa moviole e ripartenze.
Bah… e noi qui a guardare sempre il punto che ci indica un indice… e non abbiamo neppure più la capacità di distinguere di chi è la punta di quel dito.
Tuttavia, non so voi, io continuo a impegnarmi. penso con la mia testa e non mi faccio frullare il cervello. Non serve a molto, lo so … ma tant’è.

 

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